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domenica 23 dicembre 2012

DA PORTABANDIERA DELL'INNOVAZIONE A RETROGIUARDIA DEL CONSERVATORISMO: STORIA DI UN MARCHIO




L'altro giorno è venuta a trovarmi una signora, mi doveva portare un testo da impaginare. Benestante, aspirante scrittrice, aveva l'aria e gli atteggiamenti di un'intellettuale di successo. Quando ha tirato fuori la chiavetta con il file da visionare ha insistito dicendomi che otre al file di word c'era un “pdf per macintosh” perché lei lavora solo con macinstosh ecc. ecc. Eravamo davanti a un iMac 24'' ma non lo ha riconosciuto, pensava fosse un monitor, ma non è questo il punto. Ho fatto fatica a spiegarle che non esistono “pdf per macintosh” e probabilmente non l'ho convinta ma il colmo è stato quando con meraviglia realizzò che il mio cellulare non era un iphone! sembrava quasi scandalizzata, ha voluto farmi una dimostrazione di quanto bello fosse il suo appena comprato, pratico, comodo, moderno, un gioiello...
Lavoro nel settore della stampa digitale da decenni ormai, il mio primo mac l'ho comprato nel lontano 1994, era un Power mac 7100 con 256 mb di memoria e 1 disco rigido da 1 giga, per le esigenze di allora andava più che bene, anche se per stampare una pagina A3 da Pagemaker impiegava un quarto d'ora... Le alternative pc-windows erano quasi inesistenti, ma per motivi di compatibilità si era obbligati ad avere almeno uno. Da allora ho cambiato in media un macintosh ogni due anni, cercando di essere aggiornato, anche se l'entusiasmo dei primi anni piano piano si è spento.
Spiego subito il perché: una volta i prodotti Apple erano veramente innovativi, originali e user friendly, oggi sono più che altro il risultato di una operazione di marketing, inutilmente costosi, pensati come gadget e non come strumenti, il loro contenuto tecnologico è ostico e controverso, rivolti ad utilizzatori superficiali, gente che non guarda le caratteristiche ma bada solo all'estetica, all'idea di far vedere che si può permettere “la mela”. Un finto elitismo di massa che ha fatto bene alle casse di mamma Apple ma ha involgarito il marchio.
Certo in passato le avvisaglie ci sono state, ma allora non avevano la testa per notarle.
Per esempio negli anni novanta era famosa l'ostinazione di proporre modelli con il mouse con un solo tasto. Mi ricordo ancora l'espressione di un venditore mac - tanti anni fa - quando affermava che tanto il tasto destro del mouse non serve, si può ottenere lo stesso effetto premendo contemporaneamente il tasto CTRL, che in fondo l'essenzialità era la filosofia e il look dei macinstosh...
Sempre a metà degli anni novanta all'improvviso i dischi interni dei nuovi mac da SCSI sono diventati IDE, meno costosi, come quelli dei pc... Tutta la letteratura pro-mac si è messa a teorizzare che in fondo non vuol dire niente, che quello che conta è la serietà del costruttore ecc.
Fino al 2004 poi l'Apple si ostinava a proporre i suoi modelli senza una porta USB 2, tutti i G4 powerpc prima dell'avvento dei modelli Intel avevano sia firewire che l'USB 1.1, quindi con le chiavette il trasferimento dei dati si fa alla velocità di una lumaca (più di un'ora per spostare 2 giga).
Una nota caratteristica di tutti i computer macinstosh è quella di non avere il foro di espulsione forzata del CD/DVD, ancora oggi i forum sono pieni di gente con il lettore cd bloccato che terrorizzata chiede cosa deve fare (e spesso la risposta è “rivolgersi all'assistenza”...)
Certo quest'ultimo problema adesso è stato risolto visto che la Apple ha deciso di togliere i lettori ottici dai suoi nuovi modelli (tutti) perché tanto non serve. Per lettore ottico non intendo certo il blu ray che è stato bandito e denigrato dalla casa di Cupertino sin dalla nascita. Ovviamente chi vorrà un lettore ottico esterno targato Apple dovrà sborsare 70 euro, quindi i nuovi modelli costeranno di più.
Gli anni sono passati e stavo pensando di sostituire il mio iMac 24'' che ha ormai più di tre anni. Mi sono collegato con il sito di Apple e cercavo di farmi un'idea: il modello che più si avvicina è l'iMac 27'', bel computer nulla da ridire, ma che costa 1900 euro! (ed è senza lettore ottico). Poi andando a cercare possibili limitazioni, constato che – come tutti gli iMac- non può essere utilizzato come monitor esterno, neanche attraverso la porta HDMI (che non ha). In uscita poi attraverso la porta DVI si prede l'audio. Con 600 euro di meno si può prendere un Lenovo che sembra identico ma in più ha un decoder HD TV e un lettore/masterizzatore blu ray e porta HDMI sia in entrata ed in uscita (per correttezza bisogna dire che il monitor incorporato del Lenovo ha una risoluzione di 1920x1080).
Parliamo dell'iPhone:
Quest'estate mi sono trovato in un posto isolato in montagna con della gente, abbiamo fatto delle foto con i telefonini e volevamo scambiarle. Il possessore di un samsung mi ha detto di inoltrarle via bluetooth, cosa che ho fatto. L'altro nostro interlocutore stava smadonnando, ce l'aveva con la copertura, perché vodafone in montagna non prendeva e cose del genere. Essendo il suo un iPhone, sprovvisto del collegamento (in realtà bloccato per questo tipo di utilizzi) bluetooth senza internet non riusciva a scaricare oppure mandare delle foto. Tornando in città mi sono messo a cercare i punti deboli dell'iPhone, e sono tanti:
- Prima di tutto il prezzo è ingiustificato
- non usa bluetooth per collegarsi con altri tel/computer (se non con jailbreak che invalida la garanzia) si comunica quindi solo attraverso internet-wifi, in pratica solo a pagamento
- non visualizza contenuti in flash
- a differenza di tutti i principali modelli concorrenti, non supporta la NFC (Near Field Communication), un protocollo per lo scambio di dati fra terminali diversi in maniera rapida e veloce, oppure per praticare pagamenti in locali pubblici, molto usato all'estero.
- tutte le le app e i contenuti multimediali passano attraverso iTunes – uno dei peggiori programmi di tutti i tempi, che tra le altre cose non legge i file AVI-DivX direttamente (devono essere convertiti). La strategia di Apple è quella di spingere il pubblico a comprare musica e film da iTunes, e non certo facilitare la lettura dei vari tipi di file scaricati magari da emule. Hanno quindi fatto un lettore multimediale che legge solo quello che vuole lui e l'utente si deve adeguare applaudendo e sentendosi pure fiero.
- Non si può sostituire la batteria, quindi non puoi avere una di supporto...
per l' iPad valgono le stesse osservazioni aggiungendo un'altra:
- non ha una porta USB!!!



ppc, power pc, mac, apple, iPhone, iMac, iPad, SCSI, IDE, bluetooth, blu ray, Lenovo

martedì 29 marzo 2011

I - finti - terremotati ringraziano la magnanimità del governo

Mi sono già occupato in passato della trasmissione "Forum" (http://granchan.blogspot.com/2010/09/chi-si-fida-di-forum.html oppure http://granchan.blog.espresso.repubblica.it/blog/2010/09/chi-si-fida-.html) e non intendo scrivere le stesse cose una seconda volta. Negli ultimi tempi poi la polemica sembrava essersi placata, la stampa si occupava raramente della trasmissione, almeno questa era la mia impressione cercando su internet. L'altro giorno poi, la sorpresa: sfogliando il Corriere della sera vedo un articolo, abbastanza lungo, dove si parla di una signora, finta negoziante aquilana e finta terremotata che ha ammesso di aver recitato la sua parte per 300 euro. Non c'è molto da dire, in fondo tutti sappiamo istintivamente che le puntate di Forum sono recitate, come del resto tutte le trasmissioni di Mediaset sono un simulacro della realtà, dai telegiornali ai programmi di intrattenimento, tutto ha una funzione propedeutica al berlusconismo. Fa piacere constatare che le mie non sono teorie, ma la pura e cruda verità.


vitaliquida
http://vitaliquida.wordpress.com/2011/03/28/finti-aquilani-a-forum/

FINTI AQUILANI A “FORUM”
Il 6 aprile 2008 un terremoto ha devastato il capoluogo abruzzese. A dieci giorni dall’anniversario la trasmissione Forum condotta da Rita dalla Chiesa ha pensato bene di invitare due “falsi aquilani”, (un uomo ed una donna, spacciati per coniugi “separati”) dando voce – come ha scritto Stefania Pezzopane su Facebook alla “devastante rappresentazione di una tragedia“.

Ecco un passaggio significativo di quanto ha detto la “comparsa”:

“Dobbiamo ringraziare solo il presidente Berlusconi. Non ci ha fatto mancare niente, ha dato a tutti case con giardini, garage e tutti lavorano. Voglio quei soldi perché tutte le attività hanno riaperto, tranne la mia. L’Aquila è in piena ricostruzione, sta tornando come prima (…) Sono rimasti fuori solo 300/400 persone, stanno in hotel perché gli fa pure comodo, mangiano, bevono e non pagano nulla, pure io ci vorrei andare”.

L’ho già scritto altre volte: alla fine conta solo lo spettacolo. Ma qui c’è qualcosa di più grave. C’è la storiella farlocca e mal recitata di due coniugi terremotati, miracolati da Berlusconi. Ovvero c’è il tentativo (miseramente fallito) di raccontare una realtà artefatta al fine di fare cosa gradita, non già ai terremotati, ma al presidente del Consiglio.

A latere delle polemiche c’è da registrare un comunicato stampa del capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, pubblicato nei commenti del quotidiano online Quotidiano d’Abruzzo. Vi si legge: “Avverto tutti coloro che hanno postato commenti diffamanti sull’operato del Governo e del presidente Silvio Berlusconi, che i vostri IP sono registrati e i commenti saranno trasmessi alla polizia postale con le relative querele per ciascuno”. Nonostante la minaccia nemmeno tanto velata, lo sfogo degli aquilani sta continuando.



Scritto il 28/03/11 alle 09:00
Terremoto Aquila: a Forum due finti terremotati e una ricostruzione falsa
http://www.dgmag.it/televisione/terremoto-aquila-a-forum-due-finti-terremotati-e-una-ricostruzione-falsa-34642

Che la trasmissione Forum fosse finta e che i protagonisti fossero reclutati e pagati non è una novità ma che si speculasse su una tragedia per raccontarne lati che non sono reali sembra follia o comunque una situazione inconcepibile.

E' invece reale quello che è successo a Forum venerdì scorso quando una donna, Marina Villa, è passata sotto i riflettori della trasmissione di Rete 4 per raccontare di come la città dell'Aquila sia stata perfettamente ricostruita e di come chi sostiene cose diverse lo fa soltanto per mangiare alle spalle dello Stato.

Marina e il finto marito, Gualtiero, hanno raccontato che all'Aquila "hanno riaperto tutti l'attività. I giovani stanno tornando", che "durante il terremoto sembrava la fine del mondo, non riuscivo a capire se era la guerra, la casa girava. Si sono staccati i termosifoni dal muro" e che ora siccome è tutto a posto "vorrei ringraziare il presidente e il governo perché non ci hanno fatto mancare niente... Tutti hanno le case con i giardini e con i garage, tutti lavorano, le attività stanno riaprendo" per sentirsi ribadire da Rita Dalla Chiesa che loro aquilani devono "ringraziare anche Bertolaso che ha fatto un grandissimo lavoro".

Peccato che Marina Villa non sia una commerciante dell'Aquila, che il marito non si chiama Gualtiero ma Antonio e che vive a Popoli, un paesino abruzzese non toccato dal terremoto dove gestisce un'agenzia funebre; a smascherare i due è stato prima l'assessore alla Cultura dell'Aquila, Stefania Pezzopane, che ha scritto a Forum per denunciare l'accaduto e poi anche la Rete con Facebook che si è mobilitata per chiedere spiegazioni.

La donna non si è sottratta e ha solo dichiarato: "ma che vogliono questi aquilani? Ma lo sanno tutti che è una trasmissione finta. Ma che pretendono. Io non c'entro nulla. Ho chiesto di partecipare alla trasmissione e quando gli autori hanno saputo che ero abruzzese, mi hanno chiesto di interpretare quel ruolo. Mi hanno spiegato loro quello che avrei dovuto dire. Mi hanno dato 300 euro. Come agli altri attori. Anche Gualtiero, che nella puntata interpretava mio marito, recitava. Lui è un infermiere di Ortona. Hanno scelto un altro abruzzese per via del dialetto".

Nessuna replica da parte di Rita Dalla Chiesa nonostante l'invito di Stefania Pezzopane a visitare la città e a constatare che quanto detto durante la trasmissione hanno ferito i cittadini aquilani.


Forum, Rita Dalla Chiesa, Marina Villa, Stefania Pezzopane

domenica 13 marzo 2011

L'incidente alla centrale nucleare di Fukushima

Mi fa pensare la scelta di RAI/Mediaset di dare poco risalto alla notizia dell'incidente alla centrale nucleare di Fukushima 1 in Giappone: ieri una potente esplosione ha polverizzato la gabbia esterna di contenimento di uno dei reattori e ha provocato il crollo del tetto e dei muri dell'edificio. Su internet, ma anche su tutti i canali satellitari si poteva vedere il video dell'esplosione proposto e riproposto, ma non sui nostri canali nazionali: infatti è stato scelto di far vedere dei fotogrammi isolati oppure qualche secondo di filmato in modo da non dare l'idea del quadro complessivo -impressionante- allo spettatore. Ieri il televideo  RAI riferiva del "... crollo di un muro" e dava notizie abbastanza vaghe sull'accaduto, ma vedo che oggi riferiscono le cose con un tono più allarmato.  La lobby nuclearista è fortissima nel nostro paese, ovviamente i giornalisti embedded cercano di non urtare la sensibilità di questi squali temendo per il loro posto di lavoro... 
Potete vedere il video in versione non "accorciata" qui:
http://tv.repubblica.it/copertina/l-esplosione-all-impianto-nucleare-di-fukushima/63922?video

Fukushima, nucleare, lobby nucleare

domenica 5 settembre 2010

Chi si fida di "Forum"

Non passo molte ore davanti alla tv, e quando lo faccio preferisco guardare qualche documentario su Sky, oppure un film che ho scelto io, altrimenti mi sembra di sprecare il mio tempo. Di conseguenza della trasmissione “Forum” che conduce Rita Dalla Chiesa ne so poco, l’ho guardata qualche volta per curiosità anni fa… Non mi è sembrata molto interessante, il taglio e l’atmosfera era quella tipica di una sitcom o quasi, i personaggi per niente convincenti, il tono della conduttrice un po’ didascalico, gli argomenti beghe condominiali oppure improbabili storielle piccanti. Non penso siano mai stati affrontati casi “seri” in questa trasmissione, sarebbe contro la sua linea, che poi è quella di quasi tutte le trasmissioni delle reti mediaset, avere cioè una funzione “propedeutica” alla mentalità berlusconiana, dare allo spettatore l’opportunità di prendere in giro i litiganti, oppure preoccuparsi o anche indignarsi per cose di poco conto ma non affrontare mai argomenti veramente seri.
L’altro giorno, parlando con una mia amica, persona sveglia e intelligente, è venuta fuori non so come una storia divertente che aveva visto appunto su “Forum” in tv ed ha voluto raccontarmela. Alla mia osservazione sulla presunta natura fasulla della trasmissione l’amica è rimasta male, non voleva crederci, secondo lei i personaggi sono veri e i casi autentici, “si vede che non recitano…”. Non ho insistito molto, perché volevo documentarmi. Su internet non c’è molto forse perché rispetto ad altre trasmissioni “Forum” è di profilo più basso, comunque cercando ho trovato qualcosina.

Già nella descrizione che si fa del programma su Wikipedia si legge che “…I fatti trattati sono selezionati tra le numerose richieste inviate alla redazione della trasmissione; nei frequenti casi nei quali i protagonisti non vogliano comparire in video vengono selezionati dei figuranti che fanno le loro veci.” Quindi spesso accade che le persone che vediamo non sono i reali interessati ma attori che interpretano la loro parte.


Aldo Grasso sul Corriere della Sera ha commentato così il ventesimo anniversario della trasmissione:

http://archiviostorico.corriere.it/2004/settembre/18/Forum_sagra_del_tarocco_co_9_040918105.shtml

A FIL DI RETE
A «Forum» la sagra del tarocco

La sagra del tarocco, vent' anni di tv «pettinata», mille di queste puntate! «Forum» (Retequattro, giovedì, ore 21.05) ha festeggiato i suoi primi vent' anni, a partire da quel lontano 13 ottobre 1984. Il meccanismo della trasmissione è noto. Beghe condominiali, vestiti rovinati in tintoria, rose sradicate dal cane del vicino e litigi di ogni genere approdano in un tribunale, completamente ricostruito in studio, per piccoli processi di ordinaria amministrazione: la giustizia a misura di Santi Licheri, il diritto in versione Rita Dalla Chiesa! «Forum» è un programma taroccato, nel senso che le storie giudiziarie che racconta sono vere solo in parte. Di solito, i contenziosi vengono ampiamente riscritti, enfatizzati; sovente interpretati da attori presi dalla strada (dal cortile, dal condominio, da tutti i luoghi di acuminata conflittualità domestica). Non si tratta di clamorosi falsi ma nemmeno di verità. A denunciare l' inghippo, tra altri, è stato Fabrizio Frizzi che una volta ha detto: quella trasmissione racconta balle, le storie che rappresenta sono palesemente finte. «Forum» ha fatto scuola tanto che non ci si chiede più se sia giusto o sbagliato «raccontare storie» in tv: l' importante, appunto, è raccontare storie. «Forum» ha un altro singolare primato: le sue tre conduttrici storiche, Catherine Spaak, Paola Perego e Rita Dalla Chiesa, non sono il massimo della simpatia ma può darsi che questa caratteristica sia voluta. La trasmissione è meno ingenua di come appare: basti pensare al ruolo che giocano il giudice Santi Licheri o il sorvegliante Pasquale Africano. Come ha dimostrato la gag iniziale di Iva Zanicchi, il tono è quello della scenetta condominiale, con il gusto della commedia più che della giustizia. www.corriere.it/grasso

Grasso Aldo

Pagina 39
(18 settembre 2004) - Corriere della Sera


Invece il Presidente dell’ IPASVI ha scritto una lettera alla trasmissione lamentandosi perché un signore si era presentato come infermiere mentre in realtà era impiegato dell’Ufficio Informazioni.

http://www.ipasvi.roma.it/ita/article.php?story=20090306012509583

Gent.ma Sig.ra RITA DALLA CHIESA - “FORUM” - CANALE 5
venerdì, 06 marzo 2009 @ 01:25
Inviato da: Admin

Gentilissima Signora,
Le rappresento la protesta corale degli infermieri del Pronto Soccorso del C.T.O. di Roma e con loro di tutti gli infermieri dell’intera provincia per quanto di deprecabile avvenuto nella trasmissione “Forum” del 24 febbraio u.s. con l’intervento in studio di un sedicente infermiere, in opposizione ad una signora che riferiva di essere stata da lui maltrattata in una discussione sull’attribuzione del “codice” di precedenza dell’intervento richiesto.
Gli infermieri del presidio hanno assistito increduli ad una vera e propria farsa, riconoscendo nell’ospite non un loro collega ma uno degli addetti all’Ufficio Informazioni del C.T.O., appartenente dunque al personale ausiliario o amministrativo, che nulla a che fare con la professione infermieristica.
Gli infermieri del Pronto Soccorso riferiscono che il giorno 21 febbraio, evidentemente in vista della partecipazione a “Forum”, lo stesso aveva chiesto loro informazioni specifiche sulla pratica del “triage”, il metodo utilizzato per l’attribuzione dei “codici di priorità”, giustificando la richiesta con la necessità di prepararsi per un ruolo da infermiere da rappresentare a teatro.
Da parte del signore “Franco” (che peraltro non è il suo vero nome), vi è stato dunque un palese abuso della titolarità professionale, a cui non ha fatto riscontro una rigorosa verifica da parte di “Forum”.

L’incompetenza mostrata dal falso infermiere nell’esposizione dei problemi riferiti al “triage”, il suo linguaggio inadeguato e non professionale, le informazioni errate fornite su una materia tanto complessa e delicata, hanno difatti scatenato la reazione risentita del pubblico in studio e verosimilmente di quello a casa.
Si è gettata così un’ombra inaccettabile di impreparazione e pressappochismo professionale sull’intero personale sanitario del C.T.O. e sugli infermieri in particolare, ledendone l’immagine e mortificando l’impegno di studio e di aggiornamento necessario oggi per esercitare la professione infermieristica.

Vale la pena di ricordare che l’infermiere è un laureato, con tre(laurea abilitante) o cinque anni (laurea specialistica) di università e tirocinio pratico alle spalle, in grado di fornire prestazioni assistenziali elevate; ed è la figura che più di ogni altra si sobbarca le gravi disfunzioni della sanità, tamponando quotidianamente la scarsità di mezzi e la gravissima carenza di personale.

Per quanto esposto, facendo appello anche al taglio di “attualità-verità” che caratterizza la trasmissione e in virtù della sua vasta audience, La prego di voler intervenire personalmente per ristabilire la realtà dei fatti e risarcire la dignità professionale degli infermieri del C.T.O. di Roma.
Confido dunque in una doverosa precisazione e, in difetto, mi riservo di adire le vie legali per l’opportuna tutela dell’immagine pubblica degli infermieri.

Cordiali saluti.

Il Presidente
Dott. Gennaro ROCCO


Ma anche sulla rivista Oggi nel 1999 era apparso un articolo che rivelava tutto:

http://www.gennarodestefano.it/Art0408.asp

Di Gino Gullace Raugei e Gennaro De Stefano, pubblicato su Oggi 1999 N° 2
Tre protagonisti della «televisione verità» ci svelano come furono costruite le loro storie patetiche e alzano un velo sul mercato delle emozioni via etere
Volgare e anche falsa: la Tv vi commuove con le lacrime finte
Da anni tante trasmissioni sbancano l'audience raccontando storie d'amore, litigi in famiglia, beghe giudiziarie. «Molte sono inventate come quelle che abbiamo interpretato noi dietro compenso», rivelano i nostri testimoni - E ora sta nascendo il sindacato di questi «attori»
di Gino Gullace Raugei e Gennaro De Stefano
TRE PERSONAGGI IN CERCA DI... VERITÀ Ecco i tre protagonisti della Tv delle emozioni che ci hanno rivelato la falsità delle loro storie strappalacrime: da sinistra, Maria Riccio, che ha partecipato a «Forum» con una storia che lei stessa aveva inventato; 'Vinicio D'Agostino, che in Tv ha fatto di tutto, dal concorrente di «Scommettiamo che» al pentito di camorra in una trasmissione di Gianni Ippoliti; Enzo Bontempi, vero dentista che per «Forum» si prestò a recitare una finta lite con un finto cliente.
Roma, luglio
I l pentito di camorra piange nella penombra il dramma della sua scelta di vita ormai appesa a un filo. E il telespettatore si commuove in poltrona. «In realtà io non sono pentito e non sono mai stato camorrista: faccio il meccanico. Ma ho il pallino del cinema, e se mi chiamano per fare qualche parte in Tv, ci vado volentieri», dice Vinicio D'Agostino, riparatore d'auto con officina nel centro di Roma.

La ragazza si accalora, mentre spiega che non c'è nulla di male a convivere con un uomo che non è il suo fidanzato. E la telespettatrice si appassiona alla discussione. «Una interpretazione del tutto fasulla, di una storia inventata e che ha umiliato la mia aspirazione artistica», ammette oggi l'attrice Paola X, che chiede di non essere identificata. «La mia è stata un'esperienza unica, che non intendo ripetere per niente al mondo, tant'è che trovo difficoltà anche a parlarne».

Il cliente accusa in pubblico il dentista che lo ha curato male: mentre baciava sua moglie, gli è caduta la dentiera. E tutta la famiglia partecipa attenta al teleprocesso. Un finto caso, finta la lite, finti i protagonisti. Lo confessa il dentista che, finalmente una cosa vera, è dentista sul serio, si chiama Enzo Bontempi, 40 anni, stimato professionista di Avezzano, e un paio di anni fa, si prestò a recitare per Forum.

«Conoscevo una ragazza che lavorava nella redazione», spiega mentre scorrono sul televisore le immagini registrate della trasmissione. «Un giorno mi chiamò e mi chiese se me la sentivo di sostenere la parte del dentista che litigava con un cliente che aveva perso un dente appena rimesso. Trovai la cosa divertente, accettai».

Scene di ordinaria Tv delle emozioni andate in onda in alcuni programmi di grido. Con un piccolo, non trascurabile particolare: tutto è finto. Finti i personaggi che raccontano i loro piccoli, grandi problemi; false le storie; falso il clima da psicodramma che incolla milioni di telespettatori al piccolo schermo. Tutti sono al corrente della messinscena, tranne i telespettatori, che vengono presi in giro.

Già negli anni scorsi si era avuto qualche sospetto e la certezza che gli episodi spacciati per veri non fossero tali, si era raggiunta, in qualche caso. Ora, grazie agli attori professionisti o dilettanti che hanno accettato di confidarci le loro esperienze, si scopre che esiste un vero e proprio mercato del "finto caso umano". Nei giorni scorsi, addirittura, si è appreso che i protagonisti di queste vicende inventate ma propinate come
QUANTI PROGRAMMI SOTTO ACCUSA! Questi invece sono alcuni dei programmi di successo che avrebbero utilizzato «figu- ranti»: sopra, «C'eravamo tanto amati» di Luca Barbareschi; a si- nistra, «Uomini e donne» di Maria De Filippi; in alto, «Fatti vostri» di Massimo Giletti. Adesso queste «comparse» chiedono, con un sindacato, compensi più alti per continuare a recitare le loro storie «vere». «La Tv è tutta finzione», dice Gianni Ippoliti.
Sul banco degli imputati, di volta in volta, sono finite alcune trasmissioni di successo: C'eravamo tanto amati, di Luca Barbareschi; Stranamore di Alberto Castagna; Forum e Affari di famiglia di Rita Dalla Chiesa; Una goccia nel mare, di Mara Venier. Ma gli altarini sono saltati solo adesso, in seguito alla iniziativa di una signora romana, Grazia Masci, che ha avuto l'idea di creare il Sanat, cioè il Sindacato degli attori-non attori televisivi.

Così, abbiamo appreso, come fosse la cosa più naturale del mondo, che un tempo, questi «figuranti» interpreti di finti "casi umani" venivano pagati bene: un milione e più a prestazione. Ma da un po' di tempo in qua le reti televisive hanno deciso di risparmiare e sborsano molto di meno. Per questo una settantina di attori-non attori, alcuni di loro veri e propri veterani della Tv strappalacrime, hanno deciso di coalizzarsi. E, secondo un primo elenco, fra le trasmissioni che avrebbero fatto ricorso all'opera dei «figuranti» ci sarebbero anche La vita in diretta, di Michele Cucuzza, i Fatti vostri, di Massimo Giletti, Uomini e donne di Maria De Filippi, Donne al bivio, di Danila Bonito, Film dossier di Antonella Boralevi.

Quasi contemporaneamente è nata, sponsorizzata addirittura da Claudia Mori, la moglie di Adriano Celentano, anche l'Ati, l'Associazione dei teleutenti italiani, che si propone di raccogliere e sostenere le denunce del pubblico sullo scadimento qualitativo (e non solo) della Tv.

«Quando un'amica mi ha chiesto di sostituirla a Forum, nella parte di una ragazza madre in crisi con il partner, mi sono indignata nel vedere quanti bravi attori sono costretti a interpretare queste farse, per lo più con l'obbligo dell'anonimato e sottopagati. Così ho deciso di smuoverli», spiega Grazia Masci, attrice-cantante fondatrice del Sanat, «Ora, però, la nostra iniziativa ha creato qualche scompenso. Hanno provato a tenderci qualche trappola. Una nota emittente voleva addirittura fare una trasmissione per screditarci. Inizialmente, l'interesse della stampa ci è sembrato un fatto positivo, ma poi sono emersi aspetti dei quali non avevamo tenuto conto e che rischiano di danneggiarci. Noi chiediamo solo che venga riconosciuto il nostro ruolo, che i compensi siano adeguati alla prestazione».

E vi siete anche chiesti, domandiamo, se non sia giusto avvertire il telespettatore che quello che gli si sta raccontando per vero è, invece, falso?

«La gente guarda la Tv per emozionarsi. Se il personaggio che racconta una bella storia è vero oppure è un attore che cosa cambia? E poi il problema deontologico non ci riguarda», sostiene la signora Masci.

«Io ho fatto di tutto», spiega Vinicio D'Agostino. «Quando me lo hanno chiesto, mi sono spacciato, in una trasmissione di Gianni Ippoliti, per pentito della camorra. Ho partecipato, come concorrente, a Scommettiamo che di Fabrizio Frizzi, dimostrando che ero in grado di far saltare i tappi di ferro delle bottiglie con un dito. Poi ho fatto l'autoriparatore in un paio di puntate di Forum. Qualche anno fa le cose andavano bene, ci pagavano più d'un milione, ora invece ti fanno stare dalle dieci della mattina alle cinque del pomeriggio per 45 mila lire lorde l'ora. Ti rimangono in tasca poco più di duecentomila lire. Però tutto questo interessamento dei giornali mi sta danneggiando. In officina sono venuti alcuni dirigenti di una televisione commerciale a chiedermi se ero impazzito, che non dovevo rilasciare interviste, che insomma, rischiavo di non lavorare più. Io mi sono difeso dicendo che quando abbiamo firmato i contratti mica c'era scritto che dovevo stare zitto. E poi, ahò, chi se ne frega se non mi fanno lavorare più», conclude accentuando il dialetto pescarese, città dalla quale si trasferì a Roma agli inizi degli anni Cinquanta.

«Qualche anno fa», racconta Paola X, «fui chiamata da una persona che lavorava nella redazione della trasmissione di Enza Sampò, Scrupoli. Nella puntata cui partecipai, dovetti sostenere il ruolo di una ragazza che viveva con un amico senza andarci a letto. Mi diedero un copione che io mandai a memoria e durante la trasmissione sostenni le mie ragioni. Naturalmente, era tutto inventato. Oggi non voglio più sentir parlare di quel lavoro che ha umiliato le mie aspirazioni artistiche. Lo feci per soldi, circa 400 mila lire, ma me ne pento, anche se condivido i temi generali dell'iniziativa del Sanat e trovo scandaloso che si sfruttino persone, che sono attori a tutti gli effetti, senza dar loro ciò che gli spetta».

«Prima della trasmissione», racconta Enzo Bontempi, «mi dissero che la storia che dovevo interpretare era vera, riguardava un dentista di Avellino e il suo paziente. Ma quando sentii che la mia controparte sosteneva di aver perso il dente, a seguito di un bacio dato a sua moglie, mi resi conto che si stava esagerando. Il finto cliente era troppo bravo, le sue battute fulminanti, uno spettacolo vero e proprio. Naturalmente, non ho più partecipato e quello è rimasto solo un gioco».

Maria Riccio, napoletana, racconta una storia alla rovescia: «Ho partecipato a Forum perché ho scritto alla redazione la mia vicenda. Ma era tutta inventata e io ho avuto l'impressione che loro se ne fossero resi conto, ma poiché era ben costruita mi hanno fatto partecipare ugualmente. Come la mia io sono certa che pure altre siano frutto di fantasia. Se qualcuno, come scrivevo io, si ritiene truffato da un trasformista che si presenta alla festa di comunione di mia figlia spacciandosi per Raffaella Carrà e facendomi fare brutta figura, mica si rivolge a Santi Licheri. Va dal giudice».

Gianni Ippoliti, inventore di programmi di successo, è categorico: «La televisione è tutta finzione, quindi il problema non è disquisire sulla correttezza del messaggio. Si prenda, per esempio, Forum. Nell'86, quando a condurre il programma era la Spaak, il formato prevedeva due casi a settimana. C'era tutto il tempo per trovarli, approfondirli e verificarli. Adesso i casi sono diventati dieci a settimana. Il modello produttivo attuale è improponibile. Tutto troppo veloce, parossistico. Così la televisione è costretta a raccontare una realtà verosimile. Il punto è che questi attori-non attori, che svolgono un ruolo determinante, devono essere sindacalmente garantiti». Insomma: non è criticabile che si spaccino per vere cose false, ma che i complici del falso non siano pagati abbastanza. Poco importa se, recentemente, durante una puntata di Amici, la trasmissione di Maria De Filippi su Canale 5, a uno di questi falsi «casi umani» s'è persino staccata in diretta la barba finta.

Negli Stati Uniti, il notissimo giornalista della rete Cnn, Peter Arnett ha avuto la carriera troncata di netto perché si è scoperto che uno dei suoi scoop era in realtà inventato. E dire che Arnett, in perfetta buona fede, si era semplicemente fidato di alcuni collaboratori disonesti che gli avevano rifilato dei documenti fasulli. Cosa direbbero i lettori di Oggi, se ogni settimana venissero loro propinate storie dagli alti contenuti emotivi, e poi si scoprisse che le foto sono finte, che i racconti sono tutti inventati?
Gino Gullace Raugei
Gennaro De Stefano

Mediaset, Rita Dalla Chiesa, Fabrizio Frizzi, Catherine Spaak, Paola Perego, Santi Licheni, Pasquale Africano, Iva Zanicchi, IPASVI, Vinicio D'Agostino, Gianni Ippoliti, Maria De Filippi, Massimo Giletti, Luca Barbareschi, Enza Sampò

martedì 8 giugno 2010

Tg1 e Tg5 fomentano allarme criminalità e immigrazione, nascondono crisi economica

Le grandi paure degli italiani? Disoccupazione e costo della vita. In una parola: la crisi. L'allarme criminalità invece è alle spalle. E la tv? Pare pensarla diversamente: stando ai maggiori tg nazionali l'Italia non è affatto in crisi, anzi se la passa molto meglio di tutti i suoi vicini europei. Una prova? Sul piccolo schermo le notizie sull'emergenza economica sono venti volte in meno di quelle sulla criminalità. Uno strabismo mediatico tutto italiano, unico in Europa.
A fotografare le paure del Vecchio continente è il primo rapporto dell'Osservatorio Europeo sulla Sicurezza: una ricerca di Demos&Pi, Osservatorio di Pavia e Fondazione Unipolis, curata da Ilvo Diamanti. Il sociologo, affiancato da Antonio Nizzoli, ne discuterà oggi al Festival Economia di Trento con Gian Antonio Stella e Alberto Faustini. I risultati? Cambiano le paure: dovunque, in Europa, crescono quelle legate all'economia e alla disoccupazione. Diminuisce invece l'allarme criminalità e immigrazione. Anche in Italia, che da tempo ha archiviato l'ondata di panico dell'autunno 2007. Criminalità e immigrazione, complessivamente, sono considerate uno fra i due problemi più gravi del Paese solo dal 16% degli italiani.

Articolo apparso il 5 giugno su: ADUC - Rai - Notizia - U.E. - Indagine: Tg1 e Tg5 fomentano allarme criminalità e immigrazione, nascondono crisi economica

sabato 5 giugno 2010

DIGITALE TERRESTRE: FREGATURA SPAZIALE

Per pigrizia e mancanza di tempo ho evitato di affrontare il problema del passaggio al digitale terrestre fino all’ultimo giorno. A casa abbiamo (solo) due apparecchi tv di cui uno “vecchia maniera” che però a suo tempo mi era costato 600 euro. Alla fine ho deciso di non comprare il decoder: ho risintonizzato la tv “moderna” e basta, tanto quella vecchia non la guardavo mai. Di primo acchito la qualità del digitale non mi è sembrata migliore, anzi molto spesso vedo le immagini “pixelate”, e la qualità del suono mi sembra peggiore rispetto all’analogico, ma può essere un’impressione soggettiva. La scelta dei canali poi, (intendo canali non a pagamento, non ho nessuna intenzione di pagare canoni a mediaset) è ristretta, se uno fa il paragone con i canali che si possono prendere con il satellite il rapporto è di 200 a uno. Via satellite si possono prendere migliaia di canali anche se non si ha l’abbonamento SKY, certo la maggior parte non sono in italiano. Con l’abbonamento SKY poi si possono vedere decine di canali in alta definizione -vera- , mentre con un decoder HD sul digitale terrestre si prendono alcuni canali mediaset e uno RAi che a me sembrano upscalati, non hd nativi. Se uno poi si era abituato a registrare una trasmissione mentre guarda un’altra, se lo deve scordare:con il digitale terrestre non si può: anzi, ho letto che la possibilità di registrare può essere impedita direttamente dal canale emittente. La mia conclusione è che si tratta di una fregatura, non ci sono miglioramenti se non per la tasca di chi ti spingerà ad abbonarti.
Su   http://portetemporali.splinder.com ho trovato questo post che affronta l’argomento in modo globale e mi è sembrato interessante.

Digitale Terrestre: Una Truffa Colossale 

Post pubblicato il 2 giugno 2009 su http://portetemporali.splinder.com
Il Governo con un decreto firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, il 10 settembre del 2008 presentò a nome del Sottosegretario con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, il calendario per il passaggio definitivo dell’Italia alla televisione digitale terrestre. Il decreto prevedeva una transizione graduale nelle varie regioni italiane divise in 16 aree, entro il 2012.
Le prime regioni ad essere interessate, furono la Sardegna e la Valle D'Aosta. Il 12- Giugno 2009, toccherà al Lazio, poi la Campania, Trentino Alto Adige e Piemonte. Gradualmente si passerà al digitale nelle altre regioni fino alle ultime due: Sicilia e Calabria. La transizione terminerà alla fine del 2012.
Nei prossimi due anni interesserà oltre il 70% della popolazione italiana. (saranno circa 14 i milioni di cittadini coinvolti nel 2009 e 23 nel 2010 per un totale di circa 35 milioni).
C’è da chiedersi perchè in Italia si fa una legge che impone il passaggio alla tv digitale terrestre? Lo vedremo più avanti…..
Quanti di voi non avendo il digitale terrestre credono che basti un decoder per guardare tutti i canali trasmessi, tra cui Mediaset Premium? Niente di più falso!! Il decoder non è sufficiente! Per “vedere” serve anche che l’antenna della televisione, quella in comune o personale, sia correttamente direzionata, e soprattutto che il trasmettitore sia abbastanza potente da permettere di ricevere il segnale in modo corretto. Diversamente non funzionerà nulla.
Con il digitale terrestre tutto viene rimescolato nel grande calderone della cosiddetta "convergenza digitale". Una “innovazione tecnologica” amata in particolare da mediaset perché in questo modo con un colpo solo potrà disporre di maggiori canali e nello stesso tempo legalizzare la posizione di retequattro, che ricordo trasmette in un regime di illegalità, se non fosse per il decreto legge salva-retequattro, che trasmette con le frequenze assegnate a Europa 7.  Tale ingiustizia, costò al nostro paese la condanna da parte della Corte di Giustizia dell’U.E, che richiamò l'Italia a sanare tale deplorevole sopruso.
Il digitale terrestre, non ha riscontro in nessun’altro paese al mondo. Per un paese come l’Italia, basta questo per allarmarsi, dato che in tutto ciò che primeggiamo c’è quasi sempre da preoccuparsi. Basti pensare che in Europa, in materia di tecnologia siamo gli ultimi, (telefonini spacca cervelli a parte).
Ci sarebbe da chiedersi, come mai, con  tutti i gravi problemi che abbiamo, sperperiamo centinaia di milioni di euro per il digitale terrestre ?!
Davvero serviva il digitale terrestre?? Di certo non ai cittadini...
Nelle premesse del digitale terrestre, c’era di creare un sistema di comunicazione interattivo che doveva contenere tutto: tv, giornali, radio, telecomunicazioni, internet ecc.
Ma nulla di tutto questo sarà realizzato perché il vero scopo è rendere le tv a pagamento. La pubblicità ingannevole dei media, promette tantissimi canali gratis. Questa è una grande illusione. Forse per i primi mesi, alcuni canali saranno gratis, ma poi, quando ogni famiglia sarà in grado di ricevere il digitale, i vampiri andranno all’assalto imponendo un abbonamento mensile per vedere gli stessi spettacoli che prima si vedevano “gratis”. Quindi dietro il digitale terrestre c’è un affare di miliardi di euro.
Le strategie che metteranno in atto per raggiungere tale scopo saranno tantissime e tutte in odore delle nuove regole morali. Ossia l’assenza assoluta di regole e di legalità. Comunque seguitemi e vi farò scoprire che dietro il digitale terrestre si cela la più grande truffa di tutti i tempi ai danni dei cittadini …. naturalmente dopo l’introduzione dell’euro che ha praticamente dimezzato gli stipendi degli italiani.
Il passaggio dal sistema analogico al digitale terrestre, permetterà ai gruppi dominanti (Mediaste in testa) di accaparrarsi una base infinita di frequenze per dominare il mercato televisivo a scapito delle piccole emittenti, e non solo.
Inizialmente, lo scopo del digitale era fornire ai cittadini una serie di servizi, quale per esempio: realizzare una televisione realmente interattiva. Un sistema, che attraverso un decoder avrebbe consentito di ricevere a casa, sul proprio televisore (oltre ai normali programmi tv) anche i servizi interattivi in grado di dialogare con l’amministrazione Pubblica; ricevere informazioni, ma anche moduli, documenti, certificati ecc. Purtroppo sarà solo il pretesto per una tv a pagamento tipo sky. E’ quello che sta accadendo in Sardegna perché la gente del digitale terrestre non ne può più perché salta continuamente.
La tecnologia digitale, per poterla trasmettere a livelli di qualità alta richiede investimenti tecnologici che i nostri imprenditori non impiegheranno mai. Questa è la ragione per cui, nessun paese al mondo usa il digitale terrestre nel sistema televisivo. Quindi avremo trasmissioni disturbate, con fermo immagine, oppure lo schermo pieno di piccoli quadratini sparsi disordinatamente sull’intero schermo.
I media servi del potere non dicono per esempio che i sardi da quando subiscono il digitale, sono esasperati, e non solo perché i canali si vedono male, ma in tante occasioni i canali gratuiti non si vedono affatto, o si vedono a singhiozzo. Si lamentano anche perché non è possibile registrare un programma mentre si sta guardando per esempio la partita di calcio. Inoltre il passaggio al digitale ha penalizzato le emittenti più deboli a vantaggio del “monopolio” di mediaset.
Ma veniamo al piatto forte: il costo del decoder. (contributo statale) . Se ricordate bene, lo stato per spingere i cittadini verso il digitale terrestre erogò un contributo statale di 150 euro. Il cittadino con soli 50 euro si portava a casa il decoder. Costo totale del decoder, euro 200. Questo nel “lontano” 2004. Anno in cui la finanziaria stanziò per i decoder un contributo di 110 milioni di euro.
L’anno successivo il decoder stranamente non costava più 200 euro ma 120, di cui 100 erogati dallo stato e 20 dai cittadini. Per quell’anno nella finanziaria furono stanziati altri 110 milioni di euro e fanno 220 milioni di euro in due anni.
Ma ora arriva la grande magia ….. la mafia del digitale: da quando non c’è più il contributo dello stato miracolo … il decoder costa solo 29 euro. Qualcuno dovrebbe spiegare come mai il decoder attualmente costa solo 29 euro, mentre solo alcuni anni fa costava 200? Cioè meno di un sesto, che tradotto in soldini significa che più di qualcuno ha permesso di vendere un prodotto che lo stato sovvenzionava con una cifra sei volte maggiore il costo reale.
Se teniamo conto che lo stato ha erogato 220 milioni di euro per un oggetto che costava 6 volte di meno dobbiamo supporre che alcuni individui si sono diviso una torta che supera di molto i cento milioni di euro. Soldi sottratti ai cittadini che potevano essere utilizzati in servizi più efficienti o in costruzione di case per i lavoratori. Questo dovrebbe rendere maggiormente comprensibile la ragione per cui alcuni tipi pur di essere eletti sono disposti a investire cifre che un lavoratore non guadagnerà neppure nell’arco della sua vita lavorativa. Tutto questo è possibile perché i veri nemici degli italiani, sono la stupidità, l’ignoranza, e la mentalità mafiosa della gente “normale”. 
Non ho fatto ulteriori ricerche per conoscere quanti altri milioni di euro sono stati stanziati dallo stato per l’acquisto del digitale terrestre, e non mi sono interessato di sapere quanti milioni di euro ha impiegato la RAI per adeguare la tecnologia al digitale. Tanto meno ho cercato di sapere se ci sono in cantiere promesse di altri stanziamenti da qui al 2012.
Per un paese civile, basterebbero i 220 milioni di euro già stanziati per mandare in galera un gran mucchio di persone che attualmente continuano ad essere a piede libero. Ma la beffa più grande è che con il digitale terrestre non so se lo avete capito finisce l’era della tv così come la conosciamo.
Se le premesse resteranno quelle sopra, tra non molto si porrà seriamente il problema della legittimità di continuare a pagare il canone TV.
Stanco di tanto schifo, chiedo alla comunità internazionale di porre l’Italia sotto la tutela di commissari internazionali, affinché il parlamento sia bonificato da infiltrazioni di mafiofinanza e derivati … corpi estranei gravemente dannosi per la salute, le tasche e la dignità di un popolo diviso in staterelli e lobby, che stenta a diventare una vera nazione.