mercoledì 8 dicembre 2010

L'incredibile truffa dell' Otto Per Mille... come il gioco delle tre carte!!!

Cosa significa 8 per mille?

Con il Concordato del 1929, lo Stato italiano si impegnò a pagare direttamente lo stipendio al clero cattolico, con il meccanismo della “congrua”. La congrua era una specie di stipendio assegnato dallo Stato italiano ai sacerdoti “in cura d'anime" (addetti cioè ai servizi di assistenza spirituale). Con il “nuovo” Concordato del 1984 si decise un nuovo meccanismo di finanziamento alla Chiesa cattolica, solo in apparenza più democratico in quanto allargato alle altre religioni: lo Stato decideva di devolvere l’8 per mille dell’intero gettito IRPEF alla Chiesa cattolica (per scopi religiosi o caritativi) o alle altre confessioni o allo Stato stesso (per scopi sociali o assistenziali), in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi.

Come funziona il meccanismo?

Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell’8 per mille del gettito IRPEF tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane.

In realtà nessuno destina il proprio gettito: il meccanismo assomiglia di più ad un gigantesco sondaggio d’opinione, al termine del quale si “contano” le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi. Anche la mancata formulazione di un’opzione viene ripartita in base alle scelte espresse. Alcune confessioni, più coerentemente, lasciano allo Stato le quote non attribuite, limitandosi a prelevare solo quelli relativi ad opzioni esplicite a loro favore: cosa che non fa la Chiesa cattolica, ottenendo un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti ottenuti a suo favore. La distribuzione sui dati del 2001: 87,25% Chiesa Cattolica, 10,28% Stato, 1,27% Valdesi, 0,42% Comunità Ebraiche, 0,31% Luterani, 0,27% Avventisti del settimo giorno, 0,20% Assemblee di Dio in Italia. Va notato che su oltre 30 milioni di contribuenti, solamente il 39,62% ha espresso un’opzione e quindi solo il 34,56% della popolazione ha espresso una scelta a favore della Chiesa cattolica (che invece ha incassato l'87,25%), per un ammontare di 936,5 milioni di euro (quasi 2.000 miliardi delle vecchie lire).

Come vengono spesi i soldi?

La Chiesa Cattolica sembra che prediliga destinare i fondi ricevuti dallo Stato alle cosiddette “esigenze di culto” (47,2%): finanziamenti alla catechesi, ai tribunali ecclesiastici, alla costruzione di nuove chiese, manutenzione dei propri immobili e gestione del proprio patrimonio. Ovvio che non vedremo mai alcuno spot su queste tematiche: ai tanto strombazzati aiuti al terzo mondo, cui è dedicata quasi tutta la pubblicità cattolica, va guarda caso solo l’8% del gettito. Ma anche lo Stato non scherza. Come emerso a novembre 2006 dalle pagine di Repubblica, nell'ultimo anno di legislatura del governo Berlusconi l'8 per mille dato dai cittadini italiani per l'arte, la cultura e il sociale è finito nei fondi per la guerra in Iraq e solo una minima parte per la fame nel mondo.

Gli altri aiuti dello Stato alla Chiesa?

Tuttavia gli aiuti dello Stato alla Chiesa non finiscono qui: esiste un fondo speciale pagamento pensioni al clero dal disavanzo perennemente in rosso; è prevista l'esenzione fiscale totale, comprese imposte su successioni e donazioni, per le parrocchie e gli enti ecclesiastici; i pagamenti degli stipendi agli insegnanti di religione, nominati dai vescovi incidono per più di 500 milioni di euro sul bilancio statale; ci sono i finanziamenti alle scuole cattoliche ed in varie regioni, parte degli oneri di urbanizzazione a disposizione dei comuni deve essere destinata agli «edifici di culto». Infine, nell’ambito del Decreto Fiscale collegato alla Legge Finanziaria 2006, il Parlamento ha introdotto l’esenzione ICI per gli immobili adibiti a scopi commerciali per la Chiesa. Secondo stime dell’ANCI, il provvedimento comporta minori entrate per i Comuni nell’ordine di 700 milioni.

Che fare?


Abbiamo visto che non scegliere equivale a dare alla Chiesa Cattolica. Per questo, oltre alla classica scelta di devolvere l'8 per mille allo Stato sperando che questa volta non lo mandi in Afghanistan ma lo utilizzi per arte, cultura e ricerca, molte persone legate ad una cultura laica e di sinistra hanno scelto di devolverlo ai valdesi.

da: http://creditvel.myblog.it/archive/2010/08/10/l-incredibile-truffa-dell-otto-per-mille-come-il-gioco-delle.html

martedì 23 novembre 2010

PENA DI MORTE PER I LADRI, MA SOLO SE SONO STRANIERI

TREVISO (18 novembre) - «Gli sciacalli vanno fucilati. Bisogna dare alle forze dell'ordine l'autorità di provvedere all'esecuzione sul posto. Ci vuole la legge marziale». Così ha dichiarato il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro, nella sua intervista alla tv locale Antennatre a proposito del dramma del Veneto alluvionato. «In questi casi sono per la pena di morte» ha voluto insistere il presidente della Lega commentando il fermo di tre serbi trovati con la refurtiva razziata nelle case alluvionate del padovano.
(fonte: http://www.corriereadriatico.it/articolo.php?id=127247)



«Se si invoca la legge marziale per chi commette un furto – dice Simonetta Rubinato, deputato del Pd - allora bisognerebbe ‘fucilare’ anche quei politici che vengono arrestati per aver compiuto delle ruberie a danni dei cittadini, un malcostume che fatti recenti dimostrano essere ancora presente anche in qualche amministratore veneto»
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2010/18-novembre-2010/muraro-sciacalli-maltempo-sono-fucilare-posto-1804197459968.shtml

Il bello è che leggendo i commenti dei lettori del “Corriere del Veneto” vedo che a grande maggioranza giustificano il politico leghista, con varie sfumature che vanno dalla difesa d'ufficio all'indottrinamento nazista, comunque il problema viene considerato come se fosse una conseguenza dell'immigrazione, non come una calamità naturale per la quale magari si devono cercare le cause e le negligenze.

Immigrazione, Veneto, Treviso, Leonardo Muraro, Corriere del Veneto, Corriere Adriatico Simonetta Rubinato

domenica 21 novembre 2010

Il concerto di Mathias Eick quintet a Parma


Due foto dal conterto di Mathias Eick quintet al Teatro Due a Parma, il 18/11/2010

giovedì 11 novembre 2010

le elezioni amministrative in Grecia

Sono rimasto  deluso leggendo l'articolo di Giampiero Gramaglia sulle elezioni amministrative in Grecia apparso su il Fatto Quotidiano l'altro ieri. Non mi aspettavo un tono così didascalico (con espressioni del tipo: ‘...Brava, Grecia. Avanti cosi’, ma non ne sei ancora fuori)!!!, una difesa così appassionata dell'operato del governo socialista, un'analisi della realtà greca così scontata e conformista.  Secondo l'autore “l’esito delle amministrative è interpretato... come un incoraggiamento all’esecutivo socialista perché vada avanti sulla via delle riforme”. Quali riforme? ma ovviamente le “riforme strutturali necessarie sotto la sorveglianza dell’Fmi e dell’Ue” auspicate da Claude Juncker presidente dell’Eurogruppo, le stesse riforme che porteranno il debito pubblico greco nei prossimi tre anni dal 112% al 150% del PIL. Ma queste sono notizie che possono forse allarmare il lettore italiano quindi non vengono menzionate. 
L'analisi poi dei risultati delle amministrative è un esempio di parzialità e informazione incompleta: infatti viene riferito che “... Quel che è importante, nell’analisi dei risultati, è che l’arretramento socialista non va a vantaggio dell’opposizione di destra, che aveva chiesto un voto contro l’austerità...” ma allora a vantaggio di chi va questo arretramento? non ci viene spiegato. Nell'articolo vengono menzionate tre sole forze politiche, il centrodestra, i socialisti, e i neonazisti. In realtà esistono anche i partiti di sinistra radicale -contrari alla linea dei sacrifici-, come il PC greco, il Syriza, gli ecologisti e altre liste antagoniste che hanno ottenuto successi significativi in tutto il Paese. Alla regione dell'Attica che da sola conta più di 1/3 dell'elettorato greco queste liste hanno ottenuto il 33%, ad Atene il 31%, a Pireo il 25%, a Patrasso il 24%, a Volos il 26%, a Iraklion il 29%, a Salonicco il 19% (dati presi dal sito del ministero degli interni greco http://ekloges.ypes.gr/dn2010/public/index.html). Spero di aver contribuito a rendere più chiara  la situazione politica in Grecia.

domenica 7 novembre 2010

Come combattere la prostituzione: con la doppia morale

Roma, 5 nov - Il governo ha inserito nel decreto legge sulla sicurezza una norma sulla prostituzione. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato un nuovo pacchetto sicurezza firmato Roberto Maroni e Mara Carfagna (ministri dell’Interno e delle Pari opportunità), con tanto di introduzione del reato di prostituzione e foglio di via “per chi esercita la prostituzione legato alla violazione delle stesse ordinanze del sindaco”, ovvero per le prostitute straniere sulle strade. «Prevediamo – rileva Maroni illustrando il provvedimento – la possibilità di applicare le misure di prevenzione, per esempio il foglio di via, per chi, violando le ordinanze dei sindaci, esercita la prostituzione in strada». Nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi annunciò che « ... avendo constatato che il reato di prostituzione per chi la esercita in luoghi pubblici da noi introdotto alcuni mesi fa non ha fatto progressi in Parlamento, abbiamo deciso di riprendere quella norma e di inserirla in questo provvedimento».

Forse avrò capito male. Silvio Berlusconi che annuncia un provvedimento contro la prostituzione, ma com'è possibile?  Lo stesso Berlusconi del caso Ruby, del "bunga bunga", del caso Daddario, Noemi, e di tutte le altre, la stessa persona che il 27 maggio di quest'anno parlando delle misure anti-evasione della manovra del  governo ad una cena con i parlamentari del Pdl  puntualizzò:  “Abbiamo deciso la soglia per i pagamenti in contanti a 5mila euro così possiamo pagare le mignotte”.
Ha fatto bene la finiana Angela Napoli a commentare così: “Non mi pare, visto quello che ci raccontano le cronache rispetto alle feste nelle case del premier, che sia proprio il momento più opportuno per un provvedimento del genere. Non credo che così risolveremo i problemi di sicurezza del Paese, anzi. Dal momento che il foglio di via vuol dire nuovo peso sulle spalle di forze dell’ordine che troppo spesso non hanno neppure i soldi per la benzina, mi sembra che vada nella direzione opposta. Poi, il messaggio che passa... Via dalle strade, ma va bene dentro le case dei potenti. È un po’ come la storia della mafia, adesso potranno dirsi: ‘che bravi combattiamo la prostituzione’ come si dicono di esser bravi a combattere la mafia”.
Ecco, appunto, via dalle strade, dentro le ville dei potenti. Per i ricchi non è peccato, né reato, anzi è motivo di vanto, per gli altri invece vale la battuta di Totò: "arrangiatevi!".



Silvio Berlusconi, prosituzione, Mara Carfagna, Roberto Maroni, Angela Napoli, Totò

venerdì 5 novembre 2010

La cimice di Berlusconi



Il presunto attentato al direttore di Libero Belpietro mi ha fatto venire in mente un'altra storia divertente accaduta parecchi anni fa che ha avuto per protagonista l'attuale capo del Governo. Anche allora si gridò allo scandalo ma la cosa fu dimenticata in pochi mesi perché si trattava di una farsa, confezionata e presentata male.
Dunque le cose sono andate così: l' 11 ottobre del 1996 l'allora capo dell'opposizione Silvio Berlusconi convocò i giornalisti per mostrare una microspia che aveva trovato nel suo studio dietro il termosifone. Ovviamente la colpa era delle procure eversive di sinistra che volevano calpestare l'immunità parlamentare.
La “microspia” esibita aveva dimensioni eccessive per essere considerata “micro” e la descrizione del ritrovamento dava l'idea di una buffonata, ma il mondo politico ha dato credito alla versione del sig. B. Il presidente L.Violante convocò la Camera in seduta straordinaria, Fini disse che in Italia c'era qualcuno che in Italia attentava alle libertà fondamentali del cittadini,  Massimo D' Alema parlò di un fatto molto grave,  che si inseriva  in un clima di sospetti, manovre, intrighi e veleni che rischiavano di rendere torbida la situazione del nostro Paese. Molti politici sia di destra che di sinistra invocarono immediate riforme delle intercettazioni (vecchia la storia!) Solo Bobo Maroni disse: "Più che una cimice a me pare una mozzarella, anzi una bufala". Mesi dopo si scoprì che il microfono era stato messo lì  da un tecnico incaricato dagli uomini del Cavaliere di bonificare i locali.

BERLUSCONI, NIENTE SPIONAGGIO LA CIMICE ERA SOLO UNA TRUFFA
Repubblica — 16 luglio 1997  pagina 13
ROMA - Nessuno spionaggio politico. Niente attentato alla democrazia o violazione della privacy. E' stata una truffa. Dopo nove mesi di indagini è stato chiarito il mistero della microspia trovata a ottobre dell' anno scorso nello studio romano di Silvio Berlusconi. I magistrati pensano che l' abbia messa la stessa persona che l' aveva ritrovata: Paolo Izzi, titolare e direttore tecnico della "Sirti service", una società esperta in telefonia, che bonificò gli uffici del leader di Forza Italia in via del Plebiscito. Era il suo primo incarico di quel tipo. Il procuratore aggiunto Vittorio De Cesare e il sostituto Pietro Saviotti hanno sollecitato l' ufficio del gip ad archiviare il caso per quanto riguarda l' ipotesi di spionaggio politico, interferenza illecita nella vita privata e violazione di domicilio.


Silvio Berlusconi, microspia, Sirti service, Paolo Izzi, spionaggio, Massimo D'Alema, Luciano Violante, Bobo Maroni

L'attentato dimenticato




C'è qualcuno di voi che ha capito com'è andata a finire la storia dell'attentato a Belpietro? (Maurizio Belpietro, direttore di Libero)
Ormai è passato più di un mese, e dopo lo scalpore dei primi giorni, le improbabili ricostruzioni e le apparizioni del flemmatico direttore su tutti i canali della tv non si sente e non si legge più niente. Sono tentato di credere – visto come sono andate le cose - che si sia trattato di un tentativo di sviare l'attenzione dell'opinione pubblica da altre cose più importanti. Su internet ho fatto fatica a trovare qualche notizia o commento recente, l'unica cosa che ho trovato la ripropongo sotto, solleva questioni che meritano di essere prese in considerazione:


Che fine ha fatto l'attentato a Belpietro? I perche' di un depistaggio

di Gianni Cipriani

http://www.giannicipriani.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=1311&catid=86:politica


Visto che non ne parla più nessuno - e immagino il perché - voglio sollevare o, meglio, risollevare una questione: che fine ha fatto l'attentatore di Maurizio Belpietro? Che fine ha fatto il killer solitario armato dalle campagne d'odio della sinistra? Che fine ha fatto il piano strategico per mettere a tacere una voce libera e scomoda che tanto dà fastidio ai "comunisti"?
Scusate, ma dopo tutto il cancan mediatico, dopo fiumi di dichiarazioni sdegnate e dopo una trentina di (falsi) allarmi sul prossimo ritorno del terrorismo, credo che sia diritto di tutti sapere. Dov'è l'attentatore? Qual era l'attentato? Quel era il piano politico che c'era dietro?
Io mi rendo conto che l'opinione pubblica è molto ma molto impegnata ad interessarsi del caso di Avetrana e non può occuparsi di altro. Tuttavia dopo la mitragliata di sparate e rivelazioni sensazionalistiche, credo che abbiamo il diritto di sapere e di avere spiegazioni.
Il killer di Belpietro lo vogliamo vedere in faccia; i documenti strategici dei terroristi li vogliamo leggere. E' l'ora della chiarezza.
Ma quello che temo è un altro scenario: l'oblio. Dell'attentato a Belpietro non si parla più, archiviato perché è meglio così. Non c'è notizia, direbbero i giornaliasti perfettini. Quelli allineati e coperti.
E invece la notizia c'è: la notizia è che con l'attentato fantasma a Belpietro è stata inscenata una (mini) campagna politica nella quale i soliti noti sono corsi ad inzuppare il pane della demagogia, della propaganda grossolana, del vittimismo da sempre utilizzato dagli sfruttatori che hanno storicamente dato tutte le colpe agli schiavi. Del killer e dei "brigatisti" non si parla più, perché intanto il chiacchiericcio che è rimasto impigliato nelle orecchie delle "sore Cecioni", o casalinghe di Voghera, o spettatori di Rete 4 o del Tg1, Studio Aperto o Tg5 è sufficiente: basta un po' di propaganda per innaffiare i luoghi comuni. E chissene frega della verità. Domandate a qualcuno di loro dell'attentato a Belpietro: diranno che c'è stato davvero, che nel nostro paese ci sono pericolosi vendicatori che di notte si aggirano nei condomini.
E allora credo che, al pari dei sit-in sotto la Rai e al pari di tante sacrosante battaglie (come la solidarietà ai giornalisti non "famosi" minacciati dalle mafie che non hanno la scorta e che rischiano il loro posto di lavoro) una campagna civica sarebbe quella di chiedere verità e chiarezza sull'attentato a Belpietro. O chiedere, politicamente ed eticamente, conto di questa ondata disinformante che si è abbattuta sul popolo italiano. Conto di questo vero e proprio depistaggio civile, etico e morale.
Basta tirare il sasso e nascondere la mano. Che fine ha fatto il killer di Belpietro? Lo vogliamo sapere. E' un nostro diritto e un vostro dovere.
Altrimenti? Andatevi a nascondere

gianni.cipriani@globalist.it


Nota a margine: ripropongo alcune tra le centinaia di dichiarazioni di quei giorni. Come si vede, le risposte erano già pronte. Dubbi, nessuno. Ma analisi politiche che si basavano sul nulla.

"Solo io Feltri e Fede siamo sotto scorta"
"Quel che mi è accaduto lo collego certamente ad un clima di odio che c'è in questo Paese", ha detto Belpietro, "Basta navigare su qualche sito per rendersene conto. Se c'è qualcuno che si propone di farmi secco e si augura che qualcun altro lo faccia, il clima non è dei migliori. Non credo si possa parlare di uno squilibrato. Non era un ladro, un ladro non gira con una pistola in mano, ma al limite con un piede di porco".
"Sono preoccupato per questo clima che genera episodi come quello successo a Belpietro. Purtroppo non e' il primo e temo non sarà l'ultimo". Così il ministro dell'Interno Roberto Maroni manifesta la sua preoccupazione per la possibilità di altri attentati dopo l'agguato di cui è stato vittima due giorni fa il direttore di Libero Maurizio Belpietro.
Come è noto- aggiunge Cicchitto – gli apprendisti stregoni che stanno in campo si fanno anche concorrenza sul piano di chi fa affermazioni piu’ spericolate. L’esempio classico e’ stato il discorso di Di Pietro alla Camera contro Berlusconi. Purtroppo, guardando i giornali di oggi, vediamo che alcuni di loro hanno chiaramente e volutamente sottovalutato un episodio che, solo per caso e per merito della scorta di Belpietro, ha evitato possibili conseguenze drammatiche“.
Daniele Capezzone, portavoce Pdl, in una nota afferma: "Esprimo vicinanza e solidarietà a Maurizio Belpietro, ai suoi familiari, agli uomini della scorta, ai redattori di Libero. Spero che nessuno sottovaluti l’episodio di ieri, e che troppi seminatori di odio riflettano su un clima letteralmente avvelenato". "Solo nell’ultimo mese si contano: l’aggressione contro Marcello Dell’Utri, l’analoga azione squadristica contro Renato Schifani, il lancio del fumogeno che avrebbe potuto sfregiare il leader della Cisl Bonanni, e ora l’attacco armato contro Maurizio Belpietro. Che altro deve accadere?". Anche il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, parla di "vittima di un sempre più preoccupante clima di odio che grava sul Paese, che non può non sfociare prima o poi in atti di vera e propria violenza". "Che cosa deve ancora accadere in Italia - si chiede Bondi - affinché i maggiori esponenti della sinistra prendano le distanze da coloro che incitano continuamente alla demonizzazione degli avversari politici con parole irresponsabili e gravide di odio?".





Maurizio Belpietro, il Giornale, attentato, depistaggio

martedì 19 ottobre 2010

Le 20 case di Berlusconi





Seguendo la faccenda della trasmissione “Report” di domenica scorsa che parlava delle case che possiede il nostro Primo Ministro ad Antigua, ho scovato un'altra chicca che mi era sfuggita:
Il 4 ottobre scorso, alla festa del Pdl a Milano a Castello Sforzersco, nel suo discorso di chiusura B., ha tirato fuori la seguente battuta: “quelli della sinistra continuano a ripetere ‘Berlusconi a casa’. Ma mi creano qualche problema. Io di case ne ho venti e non saprei dove andare“. Sono andato a cercare il video su YouTube, perché ero curioso di vedere come è stata accolta questa freddura: un'apoteosi, un'ovazione, la gente ha applaudito fortissimo, tutti contentissimi perché il capo è così ricco. La modestia è una qualità solo per i poveracci, i signori possono, anzi debbono vantarsi. Congratulazioni.
Castello Sforzersco, Pdl, Berlusconi, Sinistra, Milano

domenica 3 ottobre 2010

Berlusconi e le barzellette che non fanno ridere




Il presidente del consiglio, la sera del suo compleanno, trovandosi per strada, ai suoi sostenitori che gli facevano gli auguri ha voluto raccontare – lui, l’amico di Israele - un’altra orribile barzelletta sugli ebrei. Non ho nessuna voglia di riportarla qui, anche perché veramente idiota, chi vuole leggere la può trovare qui:    http://www.cesaneremo.com/news.php?item.329.1
Secondo me una persona “normale” difficilmente la troverebbe divertente. Viene da chiedersi come mai B. abbia questa mania-fissazione di raccontare barzellette e perché così spesso le sue barzellette sono volgari, razziste, di cattivo gusto. Questi giorni è venuto fuori pure un video ripreso mesi fa dove oltre ad offendere per l’ennesima volta Rosi Bindi si è messo pure a bestemmiare. Un vero statista… che vuole essere preso sul serio.
Wlodek Goldkorn nel suo interessantissimo blog   osserva che per capire Berlusconi bisogna leggere Freud e il suo “Il motto di spirito” del 1905, dove viene spiegato (riassumendo) che la barzelletta, la battuta non esprime altro che le pulsioni profonde di chi la racconta.

Su leggo ho trovato la seguente notizia che fa vedere come vengono affrontati argomenti del genere nei paesi civili:
BATTUTA SUGLI EBREI, CNN LICENZIA GIORNALISTA -VIDEO
Il conduttore della CNN Rick Sanchez ha perso il posto di lavoro per avere fatto, in una intervista radiofonica, commenti controversi sul potere degli ebrei nei media americani. Sanchez, che è di origine cubana, ha accusato il comico ebreo Jon Stewart, che più volte l'ha preso in giro, di essere un bigotto. «Chi comanda alla CNN assomiglia molto a Stewart e molte altre persone che comandano le altre reti televisive sono come Stewart - ha detto Sanchez nell'intervista -: sono tutti ebrei e amano affermare di essere una minoranza oppressa». Sanchez era il conduttore del programma del pomeriggio della CNN 'Rick's List'.

Cosa si può aggiungere? La notizia parla da sola.Invece in Italia dobbiamo sorbire il Primo Ministro che attraverso le sue barzellette ci dice che gli ebrei sono avari oppure che Hitler che non è stato abbastanza cattivo …

Berlusconi, barzellette, ebraismo, CNN, Freud, razzismo

Ciarrapico e l’ebreo traditore




Roma, 30 set. (Adnkronos/Ign) - I parlamentari di Futuro e Libertà sono dei "rinnegati" che il presidente del Consiglio Berlusconi "ha beneficiato facendoli eleggere in Parlamento". Lo ha detto il senatore del Pdl Giuseppe Ciarrapico, nel corso del dibattito a Palazzo Madama dopo le comunicazioni di Silvio Berlusconi sulla situazione del governo.
"Fini ha fatto sapere che presto fonderà un nuovo partito. Spero che abbia già ordinato le kippah - ha continuato Ciarrapico, riferendosi al copricapo maschile usato dagli Ebrei osservanti all'interno delle sinagoghe e nei luoghi di culto - perché è di questo che si tratta. Chi ha tradito una volta, TRADISCE SEMPRE.”
Visto che il suo intervento stava scatenando una marea di polemiche, il senatore Pdl ha cercato di mitigare l’impressione negativa annunciando che “… La 'Edizioni Ciarrapico srl' sarà onorata di poter diffondere in omaggio da domani i titoli dalla stessa pubblicati a favore della storia d'Israele e della causa ebraica. A dimostrazione che nelle mie parole di oggi, fraintese o addirittura strumentalizzate, non vi era alcuna intenzione antisemita".

Non c’è niente da fare, le sue sono dichiarazioni da vero democratico, l’ironia è che la “Edizioni Ciarrapico srl” si è distinta in passato per la stampa di libri e fascicoli revisionisti. Il giorno dopo, sfogliando il Fatto Quotidiano ho trovato la seguente notizia:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/01/polverini-aumenta-i-posti-letto-ai-privati/66542/
Polverini aumenta i posti letto. Ai privati
… Tagli per 2.800 posti letto. Ventiquattro ospedali chiusi. Due entro poche settimane, gli altri trasformati in strutture di secondo livello…
… Ma c’è anche chi ci guadagnerà. … Un bel regalo anche al Policlinico Casilino che vedrà aumentare le degenze di 80 posti. La struttura è davvero atipica: la proprietà è privata ma il personale è pubblico, quindi pagato direttamente dalla Regione. Proprietario l’intramontabile Giuseppe Ciarrapico, manager, giornalista e senatore del Pdl. È andata bene anche al rettore della Sapienza Luigi Frati: la Regione Lazio sborserà 24 milioni di euro per il personale medico e paramedico del Policlinico universitario.

Già: una mano lava l’altra. Ad essere sinceri, fino all’altro ieri non avevo un’idea precisa su chi fosse esattamente questo Giuseppe Ciarrapico, era editore, proprietario di cliniche, amico di Andreotti, forse di Almirante, la sua elezione al Senato della Repubblica mi era sfuggita.

Cercando su IlSole24ORE del 5 maggio 2010 ho trovato questo articolo:
Ciarrapico indagato per truffa aggravata ai danni dello stato
Domenico Lusi – Roma
Ha incassato indebitamente 25 milioni di euro di contributi pubblici per i giornali locali di cui è editore. Per questo motivo l'imprenditore e senatore del Pdl, Giuseppe Ciarrapico, è indagato dalla Procura di Roma per truffa aggravata ai danni dello Stato. … gli uomini del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza, … hanno messo sotto sequestro preventivo somme per oltre 20,1 milioni di euro: conti correnti, immobili, uno yacht di lusso, le quote di controllo di società editrici, del Bar Rosati di Piazza del Popolo, a Roma, e della Eurosanità, società che gestisce nella capitale le cliniche Quisisana, Villa Stuart e Policlinico Casilino. Tutti beni riconducibili, secondo gli inquirenti, a Ciarrapico che, UFFICIALMENTE, SI LEGGE NELL'ORDINANZA DI SEQUESTRO, «RISULTA NULLATENENTE».

Nullatenente? La faccenda diventa interessante…
Ma l’articolo che ho trovato su Il messaggero del giorno dopo era più illuminante:
 
Ciarrapico il Re. Delle acque, delle cliniche  e dei fallimenti
di Mario Ajello
Il messaggero 6 05 2010
ROMA (6 maggio) - Il Re delle acque minerali, lo chiamavano. Il Re delle cliniche, era il suo appellativo. Ma il nomignolo che più s’adatta a Giuseppe Ciarrapico è questo: il Re dei Fallimenti. Di crac in crac, lungo vari decenni, il Ciarra ha costruito il suo grande futuro dietro le spalle.
Per esempio. Una società del Ciarra che gestisce il ristorante all’interno della Casina Valadier fallisce. Il tonfo è da settanta miliardi. E gli costa, nel ’99, una condanna definitiva a tre anni. Potrebbe bastare così, se il soggetto non fosse il Ciarra, oggi indicato all’anagrafe come «nullatenente». Nel ’93, il giudice fallimentare di Frosinone regalò l’amministrazione controllata alla società capogruppo di Ciarrapico, la Italfin 80, evitandogli il crac. Nel ’98, è condannato in Cassazione a quattro anni e sei mesi nel processo sul crac del Banco Ambrosiano di Calvi: la sua Fideico aveva ottenuto 39 miliardi di lire. Ne restituisce quattro.
Altri 38 miliardi di lire. Sono quelli con cui Calisto Tanzi comprò da Ciarrapico le acque minerali Ciappazzi e con quei soldi il Ciarra saldò i debiti accumulati con le banche. Dopo l’acquisto, quelli della Parmalat scoprirono che la Ciappazzi non poteva operare non solo perchè tecnicamente fallita ma anche perchè era nel frattempo decaduta dalle necessarie autorizzazioni amministrative per estrarre l’acqua della fonti. Tanzi, esperto nel dare i bidoni, stavolta aveva preso un bidone.
I fallimenti del Ciarra si sono proiettati anche sull’incolpevole Franco Sensi. Da presidente della Roma, fra il ’91 e il ’93, Ciarrapico vendette Voeller, acquistò Caniggia, fece il pieno di fischi per la gestione dissennata della società sia dal punto aziendale sia da quello sportivo («I fischi dell’Olimpico? Non li ho mai sentiti. Semmai, erano contestazioni di gioia», ha sempre assicurato il Re dei Fallimenti). E poi consegnò a Sensi una società con i conti sull’orlo del baratro, mentre lui finì in manette.
Vulcanico e approssimativo, sempre a un passo - e spesso oltre quel passo - dal crac il nostro (anti)eroe ha cercato di rifilare le sue diciannove acque minerali di qua e di là, anche alla Nestlé. Invano, ha tentato di vendere fonti, terme, e imbottigliamenti a Raul Gardini, a sua volta sull’orlo del precipizio. E comunque il ramo acquatico della sua attività gli frutta, fra l’altro, un rinvio a giudizio per peculato, abuso e falso nel ’93 o una condanna per falso in bilancio delle Terme Bognanco.
Al tempo di Tangentopoli, lo si poteva trovare, a più riprese, nelle patrie galere. Entra ed esce dal carcere a ripetizione - anche per tangenti al Psdi di Cariglia - e vive splendidamente sommerso di debiti. Specie con la Banca di Roma, che per prima cosa si prese il suo piccolo impero della sanità. Nel 2005 viene poi rinviato a giudizio, per una vecchia vicenda di tangenti in conto della Dc per le Poste. Uno così, Re dei Fallimenti e di tutto il resto, ha mostrato di avere tante vite. Ma ora è al capolinea.

Invece non era arrivato al capolinea. Su Wikipedia a proposito di Ciarrapico leggo quanto segue:
“…Attualmente Ciarrapico - attraverso una complessa catena societaria - possiede la partecipazione di controllo del gruppo Eurosanità SpA, avente tra i soci di minoranza l'imprenditore Carlo Caracciolo e la famiglia Miraglia, che gestisce fra l'altro tre cliniche private a Roma (tra le quali il Policlinico Casilino), due strutture di ricovero per anziani a Fiuggi, due società di catering, tre società finanziarie, il "Bar Rosati" di Roma, e numerosi quotidiani locali, tra i quali i più venduti sono Ciociaria Oggi, Latina Oggi e Nuovo Oggi Molise (mentre, tra gli altri, si annoverano anche Nuovo Oggi Castelli, Nuovo Oggi Guidonia e Nuovo Oggi Viterbo), che fanno capo a due società editoriali: Nuovo Oggi srl, ed Editoriale Oggi srl.”

Giuseppe Ciarrapico, Giulio Andreotti, Policlinico Casilino, Carlo Caracciolo, Italfin 80, Quisisana, Villa Stuart, Casina Valadier, Bar Rosati, Banco Ambrosiano, Eurosanità SpA, Ciociaria Oggi, Latina Oggi, Nuovo Oggi Molise, Nuovo Oggi srl, Editoriale Oggi srl, Voeller, Ciappazzi